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Violenza sulle donne: dieci Centri Rifugio per vincere la paura

Testata: 

Data Pubblicazione: 

Venerdì, 26 Novembre, 2004

Allegato: 

 

Ogni anno sono migliaia i casi di maltrattamenti tra le pareti domestiche
FIRENZE — Nella civilissima Toscana sono migliaia e migliaia le donne che ogni anno vengono violentale, terrorizzate, picchiate e maltrattate tra le pareti domestiche. Numeri della vergogna che restano approssimativi per difetto, perché dopo le botte spesso manca il coraggio di denunciare, di fuggire, di ricominciare. All'universo femminile, vittima di violenze in ogni parte del mondo, Amnesty International ha dedicalo ieri una giornata mondiale di sensibilizzazione. In Toscana l'appuntamento è stato l'occasione per ricordare che le donne maltrattate possono trovare un rifugio e una protezione, una voce amica e un aiuto concreto nei dieci centri antiviolenza presenti un pò su tutto il territorio toscano. Al fianco di queste strutture ci sono le istituzioni, dalla Regione, alle Province ai Comuni. 
Ogni anno sono più di 850 le donne che si rivolgono a questi centri, disperate per sé e per la sorte dei loro figli. Sono tante ma restano ancora una piccolissima parte rispetto alla sofferenza sommersa e a tutte coloro che non riescono a liberarsi dalle minacce di marito, convivente, ex fidanzato o un altro componente della famiglia. L'80% di queste donne sono italiane, anche se piano piano crescono le straniere. Nel 67% dei casi si tratta di maltrattamento fisico e per un 20% di violenza psicologica. Nel 17% delle situazioni si parla di maltrattamento economico, ossia di totale dipendenza in fatto di soldi, tanto da non potersi allontanare dal marito-compagno. II 6% delle donne che chiede aiuto ha subito anche violenza sessuale. Questo panorama di sofferenza è stato illustrato ieri dalla presidente dell'associazione di Firenze "Artemisia" Nicoletta Livi bocci, nel corso di un incontro a cui hanno preso parte il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, la consigliera regionale dei Ds Marisa Nicchi, l'assessore alla pubblica istruzione al Comune di Firenze Daniela Lastri, l'assessore provinciale alla scuola e formazione Marzia Monciatti. «Per le situazioni più gravi - ha spiegato Nicoletta Livibacci - ci sono otto case rifugio, con un indirizzo segreto, dove le donne possono rimanere con i loro figli il tempo necessario ad attivare tutte le misure di protezione necessarie a intraprendere un nuovo progetto di vita». «Grazie al rapporto convenzionale attivo da anni è stato creato in città un importante sistema di servizi che aiuta le donne sotto il profilo psicologico, legale e dell'accoglienza - ha aggiunto l'assessore Lastri -. Importante è inoltre l'intervento attivato verso i bambini che hanno subito abusi o che hanno assistito ad episodi di violenza». Il presidente Martini, infine, ha ricordato la mozione appena approvala dal consiglio regionale, «che impegna la giunta a introdurre i servizi contro la violenza alle donne e ai minori nei livelli essenziali di assistenza, quindi obbligatori». In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne la consigliera regionale di Forza Italia Anna Maria Celesti riprende il tema delle mutilazioni genitali femminili, ribadendo che non si possono dimenticare i 130 milioni di donne che ne sono vittime.
 
di Olga Mugnaini

 

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